Il più antico campanile napoletano
Il campanile della Basilica di Santa Maria Maggiore è il più antico della città. Databile tra il X e l'XI secolo, aveva a Napoli un solo confronto nel campanile di Santa Maria a Piazza demolito agli inizi del Novecento nell'ambito dei lavori di ampliamento della strada di Forcella.
La piccola costruzione in laterizi, a pianta quadrata conclusa da una cuspide, presenta particolari caratteristiche bizantine, assai diffuse nella Napoli di età ducale e nel 'protoromanico' campano (paramento di mattoni che richiama le tecniche edilizie romane, colonne incassate agli spigoli, 'mattonelle' di cotto sistemate a 'opus reticulatum' come ornamento della cuspide).
Di grande interesse è l'insieme di elementi marmorei di spoglio inseriti nella base (frammento di cornicione, un capitello corinzio, un'edicola funeraria, un cippo con epigrafe, due colonne).
Il campanile oggi appare isolato per la demolizione della casa che lo collegava alla chiesa (in cui si apriva l'accesso originario alla cella campanaria che attualmente potrebbe essere accessibile solo con una scala esterna), e con essa purtroppo, per il consueto mescolarsi di fretta, incompetenza, ignoranza, attivismo degno di miglior causa, anche un ampio tratto di muro romano in 'opus reticolatum' - tra i pochi
delimitanti ancora un'insula del nucleo antico - di cui rimane traccia solo a ridosso del campanile e del fianco della Basilica (sul fianco sinistro della chiesa è posto in luce
un altro tratto di muro romano per cui questa è una delle rare insule del nucleo antico della città in cui è possibile individuare lungo entrambi i cardini l'esistenza di strutture antiche).
La cella campanaria è aperta da bifore centinate da un arco in mattoni e rette da colonne marmoree con capitelli a gruccia; altre sculture di marmo (piccole figurazioni zoomorfe sulle bifore, una scrofa, una lastra con un grifo) spiccano con il loro biancore sui mattoni con cui il campanile è costruito e con cui sono disegnate anche le decorazioni della cuspide, anch'essa in cotto; nei restauri seguiti al terremoto del
1980 il campanile è stato consolidato con abbondanti iniezioni di cemento le cui colature sono state eliminate scalpellando uno per uno tutti gli antichi mattoni.
Fonte
Napoli sacra, guida alle chiese della città - VII itinerario
Elio de Rosa editore (1994)